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Curriculum grafico: il segreto è distinguersi!
11 Jul 2017

Curriculum grafico: il segreto è distinguersi!

Scritto da Nicoletta Macallé

Compilare curricula e spedirli in giro, oramai è diventata la routine di tutti coloro che (disperatamente) cercano un impiego e non lo trovano o che comunque difficilmente riescono nell’impresa. Allo stesso modo, il selezionatore dell’azienda che li riceve, ha ormai l’avambraccio di Rocky Balboa a furia di strappare fogli (per i più oziosi, esiste sempre il tritacarte!). La domanda che dovete porvi è: perché il mio curriculum vitae viene puntualmente strappato e non letto con un minimo interesse? E’ anche vero che se avete 3 lauree, esperienze lavorative da quando giocavate a fare il banchiere con vostra sorella, e master di ogni genere, difficilmente il vostro curriculum giacerà dimenticato sotto pile di fogli, su una scrivania caotica, in un ufficio caotico. Però se è già di per sé molto difficile distinguersi e fare una bella impressione durante il colloquio conoscitivo, immaginate un po’ che grande responsabilità affidiamo a quel pezzo di carta, molto spesso sottovalutato. Cosa hanno i nostri curricula che non va? Perché l’azienda a cui li mandiamo non ci degna di risposta? Il fatto è che dovete distinguervi.

Nel 2002, la Commissione Europea ha lanciato una proposta per un modello standard di curriculum vitae a livello europeo. E’ ormai opinione comune, però, che questo tipo di CV non piace molto alle imprese. I motivi possono essere diversi: dal punto di vista grafico, ad esempio, questo tipo di curriculum utilizza soltanto i 2/3 della pagina, sviluppando la stesura dei dati in verticale, i dati anagrafici devono essere disposti necessariamente su righe diverse e, infine, vengono suggeriti un po’ troppi campi da compilare, come ad esempio le competenze di natura sociale, organizzativa, informatica, artistica e di altro genere (che, a meno che tu non sia una specie di Leonardo da Vinci del XXI secolo, non compilerai). Diciamo quindi che il modello Europass è utile alle persone che hanno poche esperienze lavorative, perché, appunto, lo sviluppo al centro della pagina delle informazioni, ingrandisce, in qualche modo, l’esposizione dei dati. Al contrario, se una persona possiede molte esperienze, l’utilizzo dei 2/3 della pagina la obbligherà ad usare più pagine. E sappiamo tutti che nessun selezionatore vuole ritrovarsi in mano il manoscritto originale dei Promessi Sposi. Il consiglio che ti diamo noi è quello di utilizzare un curriculum grafico, chiaro, d’impatto, essenziale e pure simpatico!

Molti sottovalutano l’aspetto del cv, mossi dall’erronea convinzione che, ad interessare il selezionatore, siano solo ed esclusivamente i vostri dati e le vostre qualifiche. Sono certamente importanti, ma insieme all’impaginazione giusta, il tuo curriculum sarà il top.

Niente panico: non devi essere mica un grafico per realizzarne uno carino, tantomeno devi sfoderare tavolette e penne grafiche!

Esistono diversi siti che ti aiutano a creare, in pochi e semplici passi, il tuo passepartout per il lavoro e una breve ricerca in rete ti darà sicuramente risultati eccellenti, mettendo a tua disposizione templates di ogni genere. Alcuni siti del genere possono essere http://www.templatemonsteritalia.com/ o anche www.easel.ly e https://infogram.com ; gli ultimi due, utilizzano come template le infografiche, che ultimamente stanno andando molto di moda per i loro schemi e per la loro chiarezza.

Ricorda: sì alla creatività, ma non rinunciare alla chiarezza. Dividi le tue informazioni in sezioni:

  • Headline: qui metterai nome, cognome e il tipo di figura lavorativa che ricopri;
  • subline: qui, inserirai la tua value proposition che sarebbe, in sostanza, il valore aggiunto che potrai dare all’azienda, in caso venissi selezionato. Anche qui, ricorda di non esagerare: ricorda che l’azienda che ti sta selezionando, ti metterà poi alla prova;
  • dati: nella sezione dati, vanno tutti i tuoi indirizzi social e non (facebook, e-mail, linkedin, ecc.);
  • skill: anche qui, inserisci le skills più rilevanti senza esagerare;
  • esperienze: stesso discorso delle skills;
  • istruzione: le tue qualifiche, inseriscile alla fine.

 

Il tuo obiettivo è quello di facilitare la lettura: gli elenchi puntati sono i tuoi migliori amici e i paragrafi sono i compagni perfidi che ti suggeriscono la risposta sbagliata all’interrogazione. Non “boldizzare” tutto e scegli un tipo di font che sia leggibile.

Dovresti, comunque, cercare di spiegare già solo attraverso la grafica di cosa ti occupi: le parole dovrebbero completare quello che già hai cercato di comunicare, svolgendo la funzione di “cornice”.

Non ti resta che metterti all’opera e fare un buon lavoro.

Il prossimo selezionato potresti essere tu!

 

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