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Chatbot: che cos'è, a cosa serve e perché serve
07 Mar 2017

Chatbot: che cos'è, a cosa serve e perché serve

Scritto da Marvin Notarangelo

Sappiamo benissimo quanto sia difficile ottenere l’engagement dei nostri clienti/follower, specialmente se la pagina si trova con meno di mille iscritti!

Tra le varie opzioni che avrai letto in giro, io ti proporrò una un po’ particolare: il chat bot.

CHE COS’È IL CHATBOT?

La nomenclatura chatbot (o chat bot) deriva dall’inglese: “chat”, che ha lo stesso significato sia in italiano sia in inglese, mentre “bot” è l’accorciamento di robot. In parole povere è un robot, dedicato alla chat.

Oggi giorno esistono due tipologie: il chatbot che finge di essere un utente all’interno di una chat, oppure quello che risponde a delle domande brevi poste da un umano.

I bot sono nati molto tempo prima, risalendo agli anni Cinquanta con Alan Turing. Molti di voi pensano di non averci mai abbia avuto a che fare! Vi do una chicca: tutti quelli di una certa età ricorderanno sicuramente Clippy, la graffetta interattiva di Microsoft Office che appariva sempre nei momenti meno indicati. Quel bot ti dava suggerimenti in base alle tue azioni e rispondeva come poteva alle tue richieste. Io sceglievo a rotazione tra il gatto e il cane, perché trovavo gli occhi di Clippy troppo inquietanti: ogni volta che Clippy si assopiva, socchiudendo gli occhi, mi sembrava che fosse sospettoso e mi stesse giudicando; i brividi!

L’EVOLUZIONE DA BOT A CHATBOT

Tutti credevano che il ciclo di vita dei bot fosse già arrivato al loro termine. Non avevano avuto fortuna ed erano passati in sordina. Giusto l’anno scorso Mark Zuckerberg li ha rispolverati, integrandoli su FB Messenger.

Attraverso delle API tutti potevano creare delle sorte di “applicazioni”, che avrebbero girato sulla messaggistica blu. In questo modo l’azienda creerebbe un rapporto più umano con i clienti, mediante le domande e le risposte di una chat.

A COSA SERVE?

Sono tanti gli usi di un chat bot: i più frequenti sono per vendere un prodotto, iscriversi a una newsletter/pubblicazione di articoli o per “umanizzare” le FAQ di un’azienda.

Tramite un chatbot un futuro cliente può richiedere delle informazioni veloci in merito ad un’azienda, aumentando l’engagement. Un utente può farsi ricevere quotidianamente o settimanalmente una newsletter personalizzata in base ai suoi interessi. È possibile anche far rendere un acquisto più allettante agli occhi dei consumatori, grazie a un dialogo che simula l’interazione umana.

LO SHOPPING SUL MOBILE

Mi sembra doveroso aprire una parentesi per lo shopping online.

Il boom del mercato online ha modificato le abitudini d’acquisto degli italiani, basti pensare a come le banche offrano sempre di più delle possibilità per internet banking e acquisti negli e-commerce.

Secondo una statistica di Nielsen, le abitudini degli europei sono abbastanza basse, rispetto alla popolazione mondiale.

Il primo motivo è per comparare i prezzi quando si va a fare la spesa. Non so voi, ma quando vado a comprare un oggetto sopra i 50 euro, un’occhiata nella foresta amazzonica, la faccio sempre.

Il secondo motivo è di controllare tutte le informazioni sui prodotti: solitamente quando vado in un negozio d’arredo svedese a fare compere (solitamente di candele), controllo tramite la loro applicazione o sul loro sito web una maggiore descrizione degli oggetti sullo scaffale.

IL REPORT DI TWILIO

Twilio, un integratore di messaggi, video e chiamate per pagine web e applicazioni mobile, pubblica ogni anno il report “Global Mobile Messaging Consumer Report 2016”, sulle abitudini delle persone con i messaggi in genere, dagli SMS alle e-mail.

Da questa nuvola è subito evidente come il 66% dei consumatori utilizza il telefono cellulare per mandare e ricevere messaggi. Questo dovrebbe farti capire quanto importante sia il mondo mobile in questo momento e quanto lo diventerà in seguito con gli anni.

In questo grafico si può notare come le diverse fasce di popolazione siano divise principalmente in due: le generazioni X, Y e Z da una parte e i Baby Boomer dall’altra. Qual è questo spartiacque che ha diviso in due la popolazione? La generazione X è quella che ha fatto partire Internet, l’Y (o “Millenials”) la sta espandendo e la Z (o “Centannials”) è la prima generazione a essere sempre connessa. Questo particolare uso della tecnologia e diverso processo di socializzazione ha provocato un distaccamento dai Baby Boomer, coloro che hanno vissuto l’aumento di domanda per i beni di consumo e stimolando la crescita economica.

È certamente notevole il trend, secondo cui i messaggi saranno sempre più il mezzo preferito per qualunque comunicazione.

I dati parlano chiaro e ora stai pensando a come aggiornarti, però non sai dove puntare cosa potresti offrire. Con questa chiara infografica possiamo notare come i consumatori vorrebbero utilizzarli per rispondere alle conferme di ordini, agli appuntamenti, per dare dei feedback ai prodotti o servizi, conoscere nuovi prodotti e ricevere sconti e promozioni.

Come hai potuto leggere, le chatbot possono davvero fare la differenza. Se non noterai risultati adesso, aspettali nei prossimi anni.

Come dicono molti opinionisti: un giorno i chatbot saranno le nuove applicazioni. Sarà il 2017 ad essere l’anno dei chat bot?

 

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